A cura di LiveXtension, marketing communication agency, Milano

Tra i business cresciuti di più negli ultimi anni, in particolare nelle grandi città, ci sono quelli legati ai servizi di condivisione, noleggio e delivery.

Si tratta di tre facce della stessa medaglia: tre modi di fornire dei servizi in modo estremamente efficiente, grazie all’uso della tecnologia e alla condivisione dei mezzi di trasporto. Questo è un settore in cui la digitalizzazione ha fatto veramente la differenza, perché ha ottimizzato la relazione tra domanda e offerta, consentendo al pubblico di pagare di meno per un servizio migliore e più puntuale.

Oggi il noleggio, nelle sue varie forme – leasing, noleggio a lungo termine, noleggio con conducente, ecc. – sta vivendo una stagione di grande sviluppo, proprio perché si sta affermando una visione per cui il possesso del mezzo di trasporto non è più condizione necessaria per muoversi al meglio, in città e non solo.

Una serie di lanci importanti, di aziende nazionali e multinazionali, che abbiamo osservato negli ultimi anni, possono farci stabilire una serie di principi-chiave per il marketing delle aziende di noleggio, sharing o delivery. Qual è il modo più corretto ed efficace per lanciare il proprio brand e servizio?

 

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1. Il mezzo è il media

Il primo principio fondamentale è che vanno sfruttati al massimo, in tutti i modi e con molta creatività, i mezzi delle aziende. Questi sono in strada, parcheggiati o in movimento. Incrociano ogni giorno gli sguardi dei potenziali utilizzatori. E sono quindi il media di comunicazione più potente, efficace e a basso costo. Pensiamo alle biciclette del bike sharing diffuso: le aziende che per prime hanno lanciato i loro servizi nelle città italiane le hanno posizionate nei luoghi dove è massimo il bisogno, quindi in prossimità delle stazioni, nei quartieri non serviti dalle metropolitane, davanti agli ingressi degli uffici più frequentati. Ma pensiamo anche alle livree delle auto del car sharing (a messaggi come “usami” o “parcheggiami dove vuoi” o “solo 20 centesimi al minuto”), ai borsoni porta vivande dei servizi di food delivery, al materiale cartaceo informativo nelle auto a noleggio con conducente, agli adesivi sui caschi degli scooter.

2. La presenza contestuale è fondamentale

Molti a Milano conoscono (o addirittura posseggono) i coprisella di Deliveroo. L’azienda britannica ha usato molto lo street marketing in fase di lancio ed è riuscita rapidamente a far affermare un brand prima del tutto sconosciuto, superando in notorietà e risultati altri operatori che pure avevano lanciato in anticipo i servizi di food delivery in Italia. Un oggetto come un coprisella della bici ha molte valenze: mostra il brand in giro per la città, abbatte i costi media, regala un gadget utile che continuerà nel tempo a comunicare il brand, comunica in modo intelligente al target dei ciclisti: potenziali clienti ma anche potenziali corrieri. È uno degli esempi migliori di presenza contestuale ben congegnata.

3. L’endorsement istituzionale apre tante porte

Tutti i servizi legati alla mobilità intelligente piacciono alle amministrazioni pubbliche. Ci sono alcune eccezioni: i servizi di food delivery hanno sofferto di alcune criticità sul tema dei rapporti di lavoro e in genere sulla (scarsa) qualità di occupazione creata; operatori come Uber hanno vissuto sulla loro pelle la difficoltà di confrontarsi con gruppi di pressione molto importanti e “potenti” nelle città, come i taxisti. Però, al di là di questo, qualsiasi amministratore pubblico è ben felice di poter raccontare che la sua città sta aprendosi a nuove forme di trasporto e a nuovi servizi “smart”, digitali ed ecologici. Ed ecco quindi le porte aperte ai nuovi operatori del settore, i parcheggi nelle strisce blu regalati, i loghi del Comune sui mezzi, le conferenze stampa con tutti gli amministratori schierati, i servizi sulle tv nazionali e locali, gli articoli sulla stampa. Anche questo è un media a basso costo, e che continua a funzionare nel tempo, visto che i politici continueranno a citare le aziende “smart” presenti nei loro territori per parecchio tempo e in tante occasioni.

4. Il media digitale è social

Il digitale è ovviamente fondamentale, per tante ragioni. Molti di questi servizi sono basati su mobile app, e c’è quindi l’occasione di promuovere il download dell’applicazione. Il target, nelle grandi città, è tutto online e tutto mobile. Questo tipo di target è anche fortemente social, per quantità di uso, frequenza e tempo speso. Oltre a ciò, la comunicazione sui social ha la possibilità di veicolare in modo veloce, mirato e subito potenzialmente “virale”, messaggi promozionali, offerte speciali, nuovi servizi. Un ruolo fondamentale è giocato anche dal social care, ovvero la gestione veloce e puntuale di tutte le criticità – generali o legate al rapporto con singoli clienti – che possono trasformarsi in occasioni per comunicare attenzione al cliente ed eccellenza nel servizio. Tra i social, Facebook è quello che può raggiungere velocemente tante persone, Instagram è quello dove si può valorizzare il binomio mezzo + città (grazie alle immagini o grazie alla collaborazione con celebrities o influencer), Twitter quello dove si possono rilanciare le news istituzionali e la visibilità editoriale sui media.

5. Le opportunità sono real time

Il real time marketing è una grande opportunità per i marketer di queste aziende. Sciopero dei taxi? Corse di Uber scontate. Sciopero dei mezzi? Bike sharing gratis per un giorno. San Valentino? Noleggio scooter per due a metà prezzo. Sono solo alcuni esempi di quello che ci si può inventare per intercettare nuovi clienti e fidelizzare gli esistenti, sfruttando a proprio vantaggio quello che succede, con operazioni promozionali creative, “utili” al pubblico ed efficaci.

La tua è un’azienda di delivery? Abbiamo anche dei consigli su come ridurre i tempi di consegna ai tuoi clienti.

 

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